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La
storia di Rocca Pia, fin dalle sue origini, è sempre stata
strettamente collegata al vicino altipiano delle Cinquemiglia, una
zona di transito e collegamento tra il centro e il meridione d'Italia.Le
difficoltà dovute alla morfologia dei luoghi (zona di montagna
sopra ai 1000 m. s.l.m.) e il clima molto rigido non consentirono
lo sviluppo, almeno fino al Medioevo, di veri e propri centri abitati.Le
prime testimonianze archeologiche appartengono al Paleolitico e dimostrano
che l’altipiano era percorso da cacciatori nomadi in cerca di
selvaggina d’altura.
I reperti (strumenti litici, piccoli utensili, armi) ci indicano una
frequentazione stagionale e sporadica del luogo, legata alla presenza
di vasti pascoli e di un territorio ricco di selvaggina. Già
in quest’epoca il passaggio nella piana doveva essere molto
importante e certamente i Peligni, i Carecini, i Sanniti e le altre
popolazioni che gravitavano nella zona transitavano lungo tale percorso
naturale, utilizzato poi anche come tratturo per condurre le greggi
al sud nel periodo invernale.
Nel III sec.a.C. la costruzione della Via Numicia regolarizzò
la viabilità tra Corfinium, la valle peligna ed il Sannio.
Non si è certi del percorso di questa antica strada consolare
romana, spesso chiamata anche Via Minucia; è però accertato
che nel territorio di Rocca Pia e nel Piano delle Cinquemiglia esisteva
un tracciato viario che doveva ricalcare percorsi più antichi
e che favorì i collegamenti tra i siti storici che si erano
via via sviluppati. Proprio rispetto alle vicine realtà storiche
(Aufidena, Corfinium, Sulmo, ecc.) l’altipiano dovette connotarsi
per tutta l’età imperiale come zona di piccoli fondi
rustici legati ad attività di pastorizia estiva. |
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prima attestazione storica di un sito abitato nella zona è
riportata in un diploma del 876: Dai documenti dei secoli seguenti
si deduce che il villaggio di Florina, ingrandito ed esteso verso
la valle, fu per un certo periodo conteso tra i monaci volturnensi
e quelli della Diocesi di Valva, che aveva vasti possedimenti nella
zona. Nel 1173 Gualtiero di Girardo riceve da Oddone di Pettorano
Valle Oscura, già feudo dei Conti di Valva.
Possiamo quindi dedurre che il feudo, nonostante il monastero avesse
ancora possedimenti nella zona, fosse ormai proprietà dei signori
del tempo. Nel XII secolo comincia dunque ad apparire nei documenti
il nome Valle Oscura: la troviamo citata nel "Libro di Ruggiero",
scritto dal geografo arabo Idris alla metà del secolo e, alla
data 1200, nel "Catalogus Baronum". Ma l’antica denominazione
Florina scompare solo nel XIII secolo, perciò per un certo
periodo esistettero due paesi distinti.
In epoca normanna, con la riapertura dei tratturi e la vasta organizzazione
territoriale e politica, cominciò a definirsi anche sugli altipiani
un sistema difensivo capillare della viabilità e dei collegamenti.
Il tratto di strada che percorre l’Abruzzo interno e taglia
gli altipiani diviene importantissimo, inserito ne]la "Via degli
Abruzzi" o "Regia Strada degli Abruzzi", la grande
arteria viaria medievale che collegava Firenze a Napoli e che fu poi
l’asse fondamentale dei commerci e dei transiti per tutto il
periodo angioino
Ricordiamo che Rocca Pia si trovava lungo il percorso dello storico
tratturo Celano - Foggia. A conferma del ruolo strategico assunto
dal paese abbiamo, nel corso del XII secolo, la costruzione del castello
sull’altura a sud-est del paese attuale. |
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I
sistemi difensivi e la torre di avvistamento,collegata con i principali
fortilizi della Valle Peligna, consentivano alla popolazione e ai
signori dominanti di controllare il passaggio e, in caso di bisogno,
di rinchiudersi entro la fortificazione. Nel XIV secolo il feudo
fu comprato da Restaino Cantelmo. I Cantelmo, provenienti dalla
Provenza al seguito di Carlo I d’ Angiò, furono feudatari
di Rocca Valle Oscura sino al 1724;. Nei primi decenni del XV secolo,
in seguito alle lotte tra i feudatari della zona (Caldora e Cantelmo)
e Braccio da Montone, il paese accolse gli abitanti dei tre villaggi
del Piano: Casale di San Nicola, Casal Guidone e Roccaduno.
Alcuni storici hanno ipotizzato la formazione di Rocca Valle Oscura
proprio in seguito a questo episodio. In realtà ciò
risulta impossibile, data la presenza di documenti che testimoniano
l’esistenza dei vari siti già dal XIII secolo. I tre
villaggi, sorti probabilmente già in epoca normanna, contribuirono
ad ingrandire il paese, lasciando del tutto spopolato il Piano,
dove rimase solo la chiesa della Madonna del Casale, nel sito dell’antico
Casal Guidone.
Il piccolo feudo di Rocca Valle Oscura nel corso dei secoli subì
anche numerose catastrofi naturali, come la peste e i terremoti.
In alcuni documenti si narra che a causa del terribile terremoto
del 4 dicembre 1456, Roccaraso e Rocca Vallescura furono "del
tutto rovinate". Nel 1724 il feudo passò ai Tocco di
Montemiletto, ai quali rimase sino al 1806. Durante il breve regno
di Gioacchino Murat venne istituita la " Via Napoleonica",
sistemando il tratto di strada che conduceva da Pettorano a Rocca
Pia e quello che dal paese giungeva all’ imbocco del Piano.
Fonte : www.sciclubroccapia.com |
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